CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Sabato 11 aprile - Ore 21.00
Domenica 12 aprile - Ore 16.00 - 21.00
Lunedì 13 aprile - Ore 21.00

.... CHE DIO

PERDONA A TUTTI

Regia di Pif
Con Giusy Buscemi, Pif,
Francesco Scianna, Carlos Hipólito.

CINEMATOGRAFO LA FILANDA

PROSSIMAMENTE

cena di classe

Regia di Francesco Mandelli.

Con Beatrice Arnera, Luigi Luciano,
Giovanni Esposito, Roberto Lipari.

Cinematografo La Filanda

 

Sabato 11 aprile

Ore 21.00

Domenica 12 aprile

Ore 16.00 - 21.00

Lunedì 13 aprile

Ore 21.0

 

 

Trailer

 

 

 

BIGLIETTI:

Interi Euro 6.00

Ridotti Euro 5.00

.... che Dio perdona a tutti


Regia di Pif.
Con Giusy Buscemi, Pif, Francesco Scianna, Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti.

 

Sicilia, oggi. Arturo è un agente immobiliare quasi infallibile nel suo lavoro, molto meno nella vita sentimentale. Vive da solo, è piuttosto sfiduciato e coltiva un'unica, incrollabile passione: i dolci. La sua vita si illumina quando incontra quella che è, senza dubbio, la sua anima gemella.

Flora è perfetta: bella, divertente, gentile, brillante... ed è pure pasticciera. Tra loro nasce un amore immediato e travolgente. A dividerli, però, c'è una presenza invisibile ma potentissima: Dio.

Flora è una cattolica fervente, mentre Arturo ha smesso di credere da bambino. Pur di non perdere la donna della sua vita, sceglie di fingersi credente e intraprende un percorso sentimentale e spirituale che lo porterà a confrontarsi con la fede e con la verità.

Questa volta, però, non è solo: ad accompagnarlo c'è un complice davvero inatteso, il Papa.


Prossimamente al Cinematografo La Filanda

 

 

 

Trailer

 

 

 

BIGLIETTI:

Interi Euro 6.00

Ridotti Euro 5.00

Cena di classe


Regia di Francesco Mandelli.
Con Beatrice Arnera, Luigi Luciano, Giovanni Esposito, Roberto Lipari, Nicola Nocella.

 

Alla vigilia del funerale del loro compagno di classe Luca Pozzi gli ex "ragazzi della D", oggi 35enni, si incontrano per una cena commemorativa e scoprono ciò che è successo alle rispettive vite post liceo:.

I due "pappagallini" Laura e Marco si sono sposati e cercano di avere un figlio; la bella Gemma fa la commessa al supermercato; Romeo detto Babbeo si dichiara poliziotto; Michael e Alex, amici inseparabili, si sono persi di vista (e per strada) e Alex è diventato irriconoscibile; il leader dell'occupazione Ludovico fa il cassamortaro; e Daniela, la ragazza con cui "non si è mai messo insieme", fa l'avvocata e ha un marito asfissiante. Il risveglio dopo quella cena, cui è seguita una scorribanda all'interno del vecchio liceo, sarà traumatico: nella nottata precedente è successo di tutto e se ne trova parziale testimonianza in una serie di video che qualcuno ha girato in assenza del regista ufficiale delle scorribande di un tempo, ovvero il defunto Luca: la cui bara è scomparsa, e va trovata prima che suoni la campanella di inizio delle lezioni e prima che si celebri il funerale.

Cena di classe è il quarto film da regista in solitaria (al netto dei due diretti con Fabrizio Biggio) di Francesco Mandelli, e attinge a una serie di titoli di successo, in primis Una notte da leoni, ma anche il nostrano I babysitter, di cui Mandelli è stato coprotagonista, e in secundis il telefilm I ragazzi della terza C come Compagni di scuola di Carlo Verdone, con in più un tocco di Il grande freddo, data la premessa della riunione per il funerale di un amico di gioventù.

La premessa dichiarata è invece l'omonima canzone dei Pinguini tattici nucleari, che riesce a fotografare bene certe riunioni al sapore di sconfitta e di rimpianto.


I temi in gioco sono molto rilevanti, dalla classica riflessione amara e malinconica "chi di noi ha avuto il finale che voleva, o che si meritava?" all'amarezza di una generazione ponte "sfigata" e "fallita", e il suo possibile collegamento con la generazione dei liceali di oggi, che dovranno reagire al mondo privo di prospettive lasciato loro in dote. Peccato che, a fronte soprattutto di quest'ultima promettente intuizione, e al seguito delle regie precedenti di Mandelli, assai sensibili e originali, Cena di classe si riveli una collezione di occasioni cinematografiche mancate.

A cominciare dal fatto che in realtà avrebbe potuto (e probabilmente dovuto) raccontare la generazione del regista, ovvero i medioquarantenni (non a caso alcuni componenti del cast, come Herbert Ballerina e Nicola Nocella, sono coetanei di Mandelli), vero ponte fra il passato di sicurezze e il futuro di precarietà, e grande abbastanza per avere figli della generazione dei liceali di oggi.