Sabato 18 aprile
Ore 21.00
Domenica 19 aprile
Ore 16.00 - 21.00
Lunedì 20 aprile
Ore 21.00
BIGLIETTI:
Interi Euro 6.00
Ridotti Euro 5.00
Cena di classe
Regia di Francesco Mandelli.
Con Beatrice Arnera, Luigi Luciano, Giovanni Esposito, Roberto Lipari, Nicola Nocella.
Alla vigilia del funerale del loro compagno di classe Luca Pozzi gli ex "ragazzi della D", oggi 35enni, si incontrano per una cena commemorativa e scoprono ciò che è successo alle rispettive vite post liceo:.
I due "pappagallini" Laura e Marco si sono sposati e cercano di avere un figlio; la bella Gemma fa la commessa al supermercato; Romeo detto Babbeo si dichiara poliziotto; Michael e Alex, amici inseparabili, si sono persi di vista (e per strada) e Alex è diventato irriconoscibile; il leader dell'occupazione Ludovico fa il cassamortaro; e Daniela, la ragazza con cui "non si è mai messo insieme", fa l'avvocata e ha un marito asfissiante. Il risveglio dopo quella cena, cui è seguita una scorribanda all'interno del vecchio liceo, sarà traumatico: nella nottata precedente è successo di tutto e se ne trova parziale testimonianza in una serie di video che qualcuno ha girato in assenza del regista ufficiale delle scorribande di un tempo, ovvero il defunto Luca: la cui bara è scomparsa, e va trovata prima che suoni la campanella di inizio delle lezioni e prima che si celebri il funerale.
Cena di classe è il quarto film da regista in solitaria (al netto dei due diretti con Fabrizio Biggio) di Francesco Mandelli, e attinge a una serie di titoli di successo, in primis Una notte da leoni, ma anche il nostrano I babysitter, di cui Mandelli è stato coprotagonista, e in secundis il telefilm I ragazzi della terza C come Compagni di scuola di Carlo Verdone, con in più un tocco di Il grande freddo, data la premessa della riunione per il funerale di un amico di gioventù.
La premessa dichiarata è invece l'omonima canzone dei Pinguini tattici nucleari, che riesce a fotografare bene certe riunioni al sapore di sconfitta e di rimpianto.
I temi in gioco sono molto rilevanti, dalla classica riflessione amara e malinconica "chi di noi ha avuto il finale che voleva, o che si meritava?" all'amarezza di una generazione ponte "sfigata" e "fallita", e il suo possibile collegamento con la generazione dei liceali di oggi, che dovranno reagire al mondo privo di prospettive lasciato loro in dote. Peccato che, a fronte soprattutto di quest'ultima promettente intuizione, e al seguito delle regie precedenti di Mandelli, assai sensibili e originali, Cena di classe si riveli una collezione di occasioni cinematografiche mancate.
A cominciare dal fatto che in realtà avrebbe potuto (e probabilmente dovuto) raccontare la generazione del regista, ovvero i medioquarantenni (non a caso alcuni componenti del cast, come Herbert Ballerina e Nicola Nocella, sono coetanei di Mandelli), vero ponte fra il passato di sicurezze e il futuro di precarietà, e grande abbastanza per avere figli della generazione dei liceali di oggi.
Drama
Regia di Kristoffer Borgli.
Con Robert Pattinson, Zendaya, Alana Haim, Mamoudou Athie, Hailey Gates.
Emma e Charlie si incontrano in un bar, lui cerca un approccio ma non si accorge che lei è sorda da un orecchio, e dall'altro sta ascoltando musica. Così, una volta attirata l'attenzione della ragazza, deve ripetere il discorso che si era preparato, e la loro storia comincia con quel "ricomincio da capo".
La coppia arriva alla vigilia del matrimonio, ma appena prima del grande evento ha l'infelice idea di partecipare, insieme ad una coppia di amici, a un gioco assai pericoloso: raccontarsi l'un l'altro la cosa peggiore che abbiano mai fatto nella loro vita fino a quel momento. Ed Emma rivela qualcosa che attirerà su di lei la diffidenza tanto della coppia di amici, quanto soprattutto di Charlie, che inizierà a chiedersi se davvero sia opportuno legarsi per tutta la vita a quella giovane donna.
The Drama - Un segreto è per sempre è il quarto film di un regista anomalo e interessante come il norvegese Kristoffer Borgli, già autore di titoli inquietanti e grotteschi come Sick of Myself e Dream Scenario.
Anche in The Drama Borgli sfodera le sue cifre distintive: una narrazione ai limiti del disturbante, in questo caso sotto le mentite spoglie di una commedia romantica hollywoodiana con un cast di superstar; e la volontà di mettere in discussione le morali della contemporaneità. A queste si aggiunge una predilizione per i fluidi corporei - qui vomito e sangue - messi in mostra con generosità e a scopo spiazzante.
Per la verità The Drama sembra un aggregato di vari film: da Perfetti sconosciuti, per la premessa esplosiva e le confessioni inaspettate che ne derivano, a Festen e The Square per la volontà di mettere in scena una "cena delle beffe" dai risvolti tragicomici, fino al recente Confidenza (dubitiamo che Borgli l'abbia visto, ma forse era a conoscenza del romanzo di Domenico Starnone, autore conosciuto anche all'estero).
È ben presente anche il gusto scandinavo per il sarcasmo e l'assurdo di Östlund, von Trier e Vinterberg, così come la predilizione Dogma per rompere la facciata delle convenzioni sociali e gettare lo scompiglio nei salotti buoni.
Il caso 137
Regia di Dominik Moll.
Con Léa Drucker, Jonathan Turnbull, Solan Machado Graner, Sandra Colombo, Guslagie Malanga
Guillaume ha vent'anni e insieme alla madre, la sorella e il ragazzo della sorella parte dalla provincia francese per partecipare ad una manifestazione dei gilet gialli a Parigi.
Il gruppetto famigliare, partito come per una scampagnata, non fa pare della protesta più strutturata e aggressiva, ma Guillaume si beccherà comunque un colpo di pistola in testa da un poliziotto antisommossa. Il caso, cui viene assegnato il numero di protocollo 137, arriva sulla scrivania di Stephanie, una poliziotta adibita a investigare l'uso della violenza, da parte delle forze dell'ordine, "non necessaria e proporzionata".
E lei conducendo le indagini con diligente meticolosità, nella crescente disapprovazione dei suoi colleghi e persino del suo ex marito, anche lui poliziotto. Riuscirà a ristabilire la verità e a fare giustizia?
Dossier 137 è una disamina della polarizzazione fra polizia e società civile che esamina le ragioni di tutti e racconta in modo originale il rapporto di sfiducia che si è instaurato fra i cittadini e le forze dell'ordine.
La regia di Dominik Moll, già autore di La notte del 12 che raccontava un altro complicato caso di polizia, è asciutta e rigorosa, e mette in contrapposizione le opposte visioni senza sensazionalismi e senza scene madri, mostrando la quotidianità di certe dinamiche di sopraffazione.
Al centro di un film che si potrebbe definire "di genere" c'è una monumentale Léa Drucker che interpreta il ruolo di Stephanie in sottrazione, facendoci percepire sotto la quieta superficie della sua compostezza adulta la rabbia che le monta dentro davanti all'ingiustizia istituzionalizzata, così come la tristezza di fronte alla convinzione della gente che All Cops Are Bastards.
Il suo rapporto con i genitori e il figlio aggiunge complessità al suo personaggio di persona responsabile che non ama le decisioni draconiane e studia le zone grigie dell'esistenza - ma questo non le impedisce di stabilire con chiarezza quale sia la cosa giusta da fare.