Sabato 14 febbraio
Ore 21.00
Domenica 15 febbraio
Ore 16.00 e 21.00
Lunedì 16 febbraio
Ore 21.00
BIGLIETTI:
Interi Euro 6.00
Ridotti Euro 5.00
Lavoreremo da grandi
Regia di Antonio Albanese.
Con Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero.
Umberto ha dilapidato i soldi del padre e continua ad immaginarsi grande musicista, ma partorisce solo creazioni sonore cacofoniche. Ha due ex mogli che l'hanno sfruttato e ora lo detestano, e due figli: Toni, che entra ed esce di prigione, dalla prima moglie, e la malmostosa Giulia dalla seconda.
Beppe fa l'idraulico e abita con una mamma asfissiante, è innamorato della cugina poliziotta che non lo degna di uno sguardo e bersagliato dalle chiamate notturne di una cliente impaziente. Gigi contava sull'eredità di una zia facoltosa, ma lei gli ha lasciato solo parrucche e trucchi, che lui indossa per protesta, ubriacandosi e ingerendo pillole.
Una notte, mentre trasportano Gigi in stato semicomatoso, Umberto, Beppe e Toni (sotto misura cautelare in vista dell'ennesimo processo, questa volta per truffa ai danni del Fisco) fanno un incidente del quale dovranno affrontare le conseguenze, dando il via ad una catena di equivoci e di sorprese atte a sconvolgere la loro vita senza direzione.
Lavoreremo da grandi è la sesta regia di Antonio Albanese, anche autore della sceneggiatura insieme al consueto sodale Piero Guerrera, già autore di vari film con e di Albanese, che qui si ritaglia il ruolo di Umberto.
In Lavoreremo da grandi invece la realtà sembra lasciare il posto ad una serie di domande sulla credibilità della storia e la sua tenuta drammaturgica: cosa aggiungono alla trama apparizioni improbabili come la escort Pink e il rapper Mario Mario (forse un'eco del mitico Pier Piero), vestito come un boomer può immaginare un rapper? Perché il film si intitola Lavoreremo da grandi quando Beppe fa l'idraulico? Ma soprattutto, perché il ruolo di Toni resta indefinito dall'inizio alla fine? E qual è il contributo narrativo di Gigi, che sembra il cadavere di Weekend con il morto, ma non dà luogo ad alcuna situazione comica?
Le cose non dette
Regia di Gabriele Muccino.
Con Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria, Carolina Crescentini.
Carlo Ristuccia è un docente universitario, autore di un unico libro di successo. Sua moglie Elisa è una giornalista di Vanity Fair Italia i cui articoli vengono ripresi oltreoceano, ma al momento è in crisi creativa, e il suo direttore (interpretato dal vero direttore di Vanity) le consiglia di "staccare" e di partire per una vacanza che le regali un nuovo punto di vista.
Come coppia, Carlo ed Elisa sono in fase di stallo, e cercano di metabolizzare il dolore per non essere riusciti a diventare genitori.
Decidono dunque per una puntata a Tangeri, insieme a un'altra coppia: Paolo, il migliore amico di Carlo, ristoratore stakanovista e padre assente, e sua moglie Anna, iperansiosa e prepotente. Con loro però c'è anche la figlia tredicenne Vittoria, che ha una particolare simpatia per Carlo. Peccato che in vacanza si presenti a sorpresa Blu, la giovanissima amante del professore, sua studentessa nonché cameriera nel locale dove i quattro amici sono soliti cenare insieme.
Le cose non dette è l'adattamento del romanzo "Siracusa" di Delia Ephron, sorella della celebre sceneggiatrice Nora e qui cosceneggiatrice di Gabriele Muccino, che dirige facendo di questo film una summa di tutta la sua produzione cinematografica precedente.
In primis L'ultimo bacio del quale riprende buona parte della trama: ovvero il tradimento di un narciso insicuro nei confronti di una compagna perfetta che lo mette in soggezione. Il fedifrago al centro della storia è di nuovo interpretato da Stefano Accorsi, e c'è un libro che Carlo e Blu si passano l'un l'altro: ricordate il "Siddharta" ne L'ultimo bacio?
Ritroviamo qui tutti i topos di Muccino: la regia ansiogena, la recitazione concitata, le litigate furiose, l'infantilismo maschile, l'immancabile arpia (in questo caso Anna) che sottrae i figli al padre depotenziandone l'autorità. Ma, complice forse l'ossatura narrativa di Ephron, questi topos stavolta sono al servizio del ritratto tragicomico di una generazione perduta, e in particolare di maschi che hanno smarrito la propria direzione.
Sabato
21 febbraio 2026
Ore 16.00
INGRESSI:
Bambini minori di 3 anni ingresso gratuito.
Bambini maggiori di 3 anni Euro 2.00.
Accompagnatori Euro 5.00.

Compagnia “Il Sipario Onirico”
Raperonzolo
Commedia per ragazzi e famiglie liberamente ispirata alla fiaba dei fratelli Grimm.
Drammaturgia e Regia: Fabio TOSATO
Con: Elisa BENEDETTI, Mariangela DAMIANO, Fabio TOSATO
Raperonzolo, una giovane fanciulla con una lunghissima treccia di capelli, confinata in una torre inviolabile; chi l'avrà rinchiusa?
Una vecchia strega malvagia oppure l'anziana madre preoccupata di salvaguardare la propria figliola dai pericoli del mondo esterno?!
Ecco così che Raperonzolo, si rivela essere una fiaba per bambini ma che parla anche al cuore dei genitori.
Vai al Sito di Sipario Onirico
Spettacolo per bambini dai 4 anni
Hamnet
Nel nome del figlio
Regia di Chloé Zhao. Con Jessie Buckley, Paul Mescal, Emily Watson, Joe Alwyn, David Wilmot.
Come si fa a dire qualcosa di nuovo, cinematograficamente parlando, su William Shakespeare e il suo Amleto? Chloé Zhao parte da un best seller dell'autrice irlandese Maggie O'Farrell che assume il punto di vista della moglie del Bardo, Anne Hathaway, per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita, ovvero la morte del figlio Hamnet, a soli 11 anni
Quell'episodio da un lato è stato un trauma profondissimo per la coppia, ma è stato anche la fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare, in inglese Hamlet, che porta quasi il nome del suo bambino perduto (anzi, proprio lo stesso nome, come avvisa una citazione nel film diretto da Zhao e sceneggiato insieme alla O'Farrell), e che è imperniato sul tema del lutto e della perdita di identità che ne può derivare. "Hamlet" è stato scritto infatti proprio nel periodo seguito alla morte del bambino, ed è stato portato in scena al Globe Theatre di Londra quattro anni dopo, cementando la reputazione di Shakespeare come drammaturgo.
Ambientato nella seconda metà del '500, il film di Chloé Zhao segue al suo Oscar per Nomadland e al suo salto triplo nel mondo Marvel con Eternals.
Hamnet dà ampio spazio alla figura della moglie di Shakespeare, ribattezzata Agnes, quasi primordiale nella sua capacità di provare ogni emozione fino in fondo e quasi sciamanica in quella di prevedere il futuro, "figlia di una strega del bosco". Agnes vive la maternità in maniera assoluta e viscerale, mentre William è una figura poetica e gentile, un uomo timido ma appassionato figlio di un padre violento che lo umilia definendo inutile il suo talento, più giovane della moglie e meno in sintonia con tutto ciò che di naturale lo circonda.
Agnes invece è una creatura boschiva, nel senso che è assai presente e potente il suo legame con la natura, che del resto all'epoca entrava prepotentemente nella vita di tutti, con i suoi doni come con i suoi eccessi. Intorno a loro si aggira il pericolo della peste, malanno perpetuato dall'uomo, e ogni pianta è una possibile medicina: ma non abbastanza potente da fronteggiare il male oscuro, in senso reale e metaforico.
Jessie Buckley si getta a capofitto nell'interpretazione impavida di questa donna selvatica e fieramente determinata, il cui "animale da compagnia" è un falco. La sua caratterizzazione è violenta e ancestrale, cruda e straziante, alternativamente sanguigna ed eterea.
Venerdì
27 febbraio 2026
Ore 21.00
INGRESSI:
Biglietti Interi Euro 12.00
Biglietti Ridotti Euro 10.00

Uno Ti Aspetta
Uno spettacolo dedicato ai racconti di Dino Buzzati che alterna toni ironici, grotteschi a temi universali come la giovinezza, il ricordo, il mistero della vita e i grandi interrogativi dell'esistenza.”
Diretto da: Filippo USELLINI
Con: Filippo USELLINI e Sofia GENOVESI
I testi che verranno recitati sono questi racconti di Dino Buzzati:
“Jago” da “Il Colombre”
“Una lettera d’amore” da “Sessanta racconti”
“Povero bambino” da “Il Colombre”
“Composizione fotografica” da “Siamo spiacenti di..”
“Uno ti aspetta” da “In quel preciso momento”
“UNO TI ASPETTA” è uno spettacolo basato sulla straordinaria potenza evocativa di Dino Buzzati, autore visionario e poetico, capace come pochi altri di raccontare l'invisibile, la dimensione onirica, il destino, il senso del mistero.
Alcuni suoi racconti – piccoli grandi capolavori di immaginazione – vengono qui condivisi in un linguaggio teatrale con forza, delicatezza e meraviglia. Attraverso i due interpreti in scena, i personaggi di Buzzati prendono letteralmente corpo creando emozione, tensione, sorpresa. Il surreale si mescola al quotidiano con naturalezza, come accade nei sogni.
La signora Almerina Buzzati, vedova dello scrittore, vide lo spettacolo in più occasioni e ne fu profondamente emozionata e divertita. Ne incoraggiò con calore la diffusione, apprezzando la fedeltà ai testi e l’intensità dell'esperienza teatrale.
Nel 2026 ricorre il centoventesimo anniversario della nascita di Dino Buzzati, un’occasione per rendere omaggio a un autore italiano la cui memoria rimane, attraverso gli anni, sempre viva.
È uno spettacolo per chi adora Buzzati. Per chi non lo conosce ancora. Per chi è attratto dai confini tra realtà e incanto. Per chi ama il teatro e per chi non ha l'abitudine di andarci. In breve, è per tutti. Anche per bambini dagli 8 anni in su.
Biglietti Interi Euro 15.00
Biglietti Ridotti Euro 12.00
RIDUZIONI: maggiori di 65 o minori di 12 anni.
Venerdì
13 marzo 2026
Ore 21.00
Compagnia "Creadiva"
The speech
Con: Alessandro BIANCHI