STAGIONE TEATRALE LA FILANDA

Venerdý 3 febbraio - ore 21:00

gino bartali

In collaborazione con
Assessorato alla Cultura
del Comune di Cornaredo

INGRESSO LIBERO SINO
AD ESAURIMNTO DEI POSTI

CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Sabato 4 febbraio - Ore 21.00
Domenica 5 febbraio - Ore 16.00 - 21.00
Martedý 7 febbraio - Ore 21.00

il primo giorno

della mia vita

Regia diáPaolo Genovese.
ConáToni Servillo,áValerio Mastandrea,
Margherita Buy,áSara Serraiocco.

CINEMATOGRAFO LA FILANDA

PROSSIMAMENTE

Decision to Leave

Regia di Park Chan-wook.

Con Hae-il Park, Wei Tang,
Go Kyung-pyo, Yong-woo Park,
Lee Jung-hyun.

CINEMATOGRAFO LA FILANDA

PROSSIMAMENTE

TAR

Regia di Todd Field.

Con Cate Blanchett, NoÚmie Merlant,
Nina Hoss, Sophie Kauer.

IL SABATO DEI BAMBINI

Sabato 18 febbraio - ore 16:00

cenerentola


dalle fiabe di Charles Perrault
e dei Fratelli Grimm

STAGIONE TEATRALE LA FILANDA

Venerdý 3 marzo - ore 21:00

Ti ricordi di me?


E' la storia di un rocambolesco incontro
tra una narcolettica e un cleptomane
che si conoscono per caso
sotto al portone della loro psicologa.

IL SABATO DEI BAMBINI

Sabato 11 marzo - ore 16:00

20.000 leghe

sotto i mari


Un misterioso mostro marino
semina il terrore negli oceani.
Chi riuscirÓ a catturarlo?

STAGIONE TEATRALE LA FILANDA

Venerdý 31 marzo - ore 21:00

Il bello

deve ancora venire

Spassoso, tenero, giocato sul filo
tra malinconia e autoironia, lo spettacolo
prende in giro i luoghi comuni, le abitudini
e le contraddizioni del nostro tempo.

GLI SPETTATORI DOVRANNO ACCOMODARSI A SEDERE NEI POSTI INDICATI SUL BIGLIETTO.
Sarà possibile, all'atto dell'acquisto dei biglietti, scegliere indicativamente il posto.

Non ci sono restrizione per l'accesaso alla sala ma l'ASSOCIAZIONE LA FILANDA raccomanda a tutti l'uso di mascherine FFP2.


Stagione Teatrale La Filanda

 

 

 

Venerdì
3 febbraio 2023

 

Auditorium La Filanda

Ore 21.15

 

 

 

 

 

 

In collaborazione con ASSESSORATO alla CULTURA del Comune di CORNAREDO

Gino Bartali - Eroe silenzioso

Regia di: Carmen PELLEGRINI

Con: Federica MOLTENI

 

INGRESSO LIBERO SINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI

 

Era Giusto. Era Bartali.

E lei lo porta in scena.
È il teatro degli eroi del ciclismo.
Spesso eroi non per caso.
Spesso eroi nella vita, di cui il ciclismo è perfetta metafora. Una storia rimasta nascosta per 70 anni. Una storia che vale anche oggi.
Che vale per tutti, uomini e donne, appassionati di sport oppure no.

Gino Bartali, a soli ventiquattro anni, incarna il ciclismo eroico degli anni ’30.

Protagonista assoluto, ha un grande sogno: vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno.
Ma la Storia, incarnata nel Fascismo, entra prepotentemente a cambiare per sempre la sua carriera.

La sua vita sportiva viene piegata ai voleri e alle mire del Duce, che vede in Gino Bartali l’ambasciatore azzurro del fascismo nel mondo... Ma Bartali non ci sta, ed è qui che inizia la pagina meno nota della vita di Ginettaccio, che aderisce come staffetta alla rete clandestina organizzata dall’arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa.
Una corsa giusta, nella speranza che il mondo cambi e ritrovi il suo senso.

La storia di Gino Bartali è una storia sconvolgente. Perché è una storia personale, che lui, campione sportivo e personaggio pubblico, non ha mai voluto raccontare. Neppure alla sua famiglia. Uomo cattolico e praticante, terziario carmelitano e devoto alla Madonna, ma anche burbero toscanaccio. Così lo ricordano in tanti. Solo al termine della sua vita ha affidato, come un testamento morale, la sua storia nascosta.

L’ha raccontata al figlio Andrea, perché ne custodisse la memoria e la rendesse visibile. Così, dopo 70 anni, ora il mondo sa che Gino Bartali, ha nascosto una famiglia intera di ebrei perseguitati nella sua cantina, e ha fatto parte di una rete clandestina che ha salvato più di 800 persone. Con la sua scelta silenziosa ha testimoniato come si compiono le opere di misericordia: condividendo, compatendo, rischiando di persona e senza timore.

Una storia che Bartali ha sempre tenuto nascosta, perché “il bene lo si deve fare ma non lo si deve dire, che se lo dici si sciupa”.

Lui sosteneva che “le medaglie sportive s’attaccano alla maglia. E splenderanno in qualche museo. Quelle guadagnate per fare il bene s’attaccano all’anima. E splenderanno altrove.”


Cinematografo la Filanda

Sabato
4 febbraio 2023

Ore 21.00

 

Domenica
5 febbraio 2023

Ore 16.00 - 21.00

 

Martedì
7 febbraio 2023

Ore 21.00

 


Interi Euro 6.00

Ridotti Euro 5.00

Trailer

 

Il primo giorno della mia vita

 

Regia di Paolo Genovese.
Con Toni ServilloValerio MastandreaMargherita BuySara Serraiocco,Gabriele Cristini.

 

Arianna ha perso la figlia e non se ne dà pace. Napoleone è un motivatore che riesce a spronare tutti tranne che se stesso. Emilia è un'eterna seconda confinata sulla sedia a rotelle che ha messo fine alla sua ascesa nella ginnastica artistica. E Daniele è uno youtuber riluttante sfuggito ai bulli ma non alla propria mancanza di autostima.

Un uomo misterioso intercetta i quattro nel momento in cui hanno deciso di farla finita, e ora deambulano insieme a lui, né morti né vivi. L'uomo ha intenzione di fornire loro una prospettiva diversa dalla quale guardare la propria situazione durante una settimana in cui rimarranno sospesi nel tempo, senza bere né mangiare, e senza che nessuno si accorga della loro presenza. Ma non è facile far cambiare idea a chi si sentiva arrivato al capolinea della propria vita.

Con Il primo giorno della mia vitaPaolo Genovese torna alle atmosfere metafisiche di The Place, e anche qui i protagonisti viaggiano attraverso non luoghi alla Augè come il locale di quel film: alberghi abbandonati, stazioni di servizio hopperesche, e intorno una Roma fatiscente e quasi distopica, spesso inquadrata dall'alto, come dallo sguardo di un dio lontano e indifferente ai dolori dell'umanità.

Il tema del suicidio come sbocco ad una mancanza percepita di alternative è interessante, ma c'è qualcosa di terminalmente algido e asfittico nella elucubrazione tutta cerebrale di una sceneggiatura - scritta a 8 mani da Genovese, Paolo Costella, Rolando Ravello e Isabella Aguilar - così calcolata da risultare meccanica.

La materia incandescente dei sentimenti affiora soltanto nelle interpretazioni di Margherita Buy e del piccolo Gabriele Cristini, mentre Valerio Mastandrea e Sara Serraiocco si adeguano all'annichilimento dilatato attraverso immagini laconiche immerse nelle tonalità del giallo (la fotografia è di Fabrizio Lucci).

Anche i dialoghi sembrano più declamati che sentiti, più artificiosi che ispirati. Ogni emozione è tenuta a distanza sia dal copione che dalla regia, e i quattro "walking dead" attraversano davvero come zombie questa storia, senza creare la risonanza emotiva necessaria per coinvolgere lo spettatore.

Prossimamente al Cinematografo la Filanda

 

 

 

 

 

 


Interi Euro 6.00

Ridotti Euro 5.00

Trailer

 

Decision to leave

 

Regia di Park Chan-wook.
Con Hae-il Park, Wei Tang, Go Kyung-pyo, Yong-woo Park, Lee Jung-hyun.

Hae-joon è un detective infallibile e un marito insoddisfatto: quando si trova alle prese con un caso di suicidio, ritiene che si tratti in realtà di omicidio. Per questo indaga sulla moglie cinese della vittima, Seo-rae, ma se ne innamora all'istante.

Attraverso una sottile rete di seduzione, Seo-rae sembra soggiogare Hae-joon, che però ha un'intuizione che potrebbe ribaltare il corso dell'indagine.

La capacità dei grandi autori è anche quella di comprendere quando una vena si è esaurita ed è tempo di voltare pagina e trovare nuovi stimoli.

Da troppi anni, susseguenti alla cosiddetta "trilogia della vendetta", Park Chan-wook è spesso stato vittima del proprio stile, innamorato di un manierismo incline a una certa stanchezza creativa. Una filmografia di eccessi e barocchisimi, tendente al grandguignol, che trova un brusco arresto in un film che pare l'esatto opposto del Park che eravamo abituati a conoscere.

Sobrio e asciutto nella messa in scena, hitchcockiano nello spirito di un neo-noir che guarda consapevolmente ai classici del genere ma li veste di panni contemporanei: un uomo oggettivizzato e passivo, disarmato di fronte all'iniziativa di lei, e i dispositivi elettronici - chat e messaggi vocali, ma anche geolocalizzazione e tracciamento degli spostamenti - come mezzo principe (e talora anche un fine) nello svolgimento della loro liaison proibita. Quel che non ci si aspetterebbe da Park, e che invece giunge, è un film all'insegna del less is more, in cui la gratuita spettacolarizzazione è fuggita, tanto nel lato thriller che in quello romantico.

Non mancano i movimenti di macchina magistrali e le riprese dall'alto mirabili, ma la misura con cui sono gestite è inedita. Lo sviluppo di quest'ultimo, in un crescendo di messaggi in codice e sguardi, di ammiccamenti e intese invisibili, è costantemente gestito con delicatezza, in contrasto con le macabre vicende poliziesche che permettono ai due amanti prima di conoscersi e poi di frequentarsi.

E quindi in questo nuovo Park, distantissimo dal precedente Mademoiselle, il sesso è solo suggerito da momenti di complicità allusivi, più erotici di quanto lo sarebbe una scena esplicita.

Prossimamente al Cinematografo la Filanda

 

 

 

 

 

 


Interi Euro 6.00

Ridotti Euro 5.00

Trailer

 

Tar

 

Regia di Todd Field.
Con Cate Blanchett, Noémie Merlant, Nina Hoss, Sophie Kauer, Julian Glover.

Lydia Tár, prima donna di sempre a dirigere l'orchestra dei Berliner Philharmoniker, si trova al centro di polemiche sull'abuso di potere esercitato nel proprio ruolo e sulla richiesta di favori sessuali fatta a delle dipendenti in cambio di riconoscimenti professionali.

In particolare, dopo il suicidio di una sua ex assistente, Krysta, cominciano a circolare prove e video compromettenti, probabilmente diffusi da membri del suo stesso staff.

Un incipit senza mediazioni ci catapulta nell'intimità della protagonista e ci illustra il modus operandi del regista Todd Field: una conversazione rubata, una chat privata tra l'assistente di Tár, Francesca Lentini, e un'interlocutrice dall'identità sconosciuta.

Il contrasto di ammirazione e risentimento, amore e odio, bisogno di attenzione e insieme desiderio di vendetta che circonda la direttrice d'orchestra è già evidente dai primi frame, così come l'intento di Field di mescolare audacemente linguaggi differenti e contrastanti. Le conversazioni su smartphone e le escursioni su YouTube si mescolano a sequenze che appartengono a un cinema più classico e tradizionale, mentre le incursioni verso un'estetica quasi sperimentale caratterizzano le fratture della narrazione, i momenti di climax in cui la psiche di Lydia è messa a dura prova dalle sfide che le si pongono davanti.

La sequenza dell'intervista iniziale, con pochi stacchi di montaggio, colpisce al pari delle parentesi oniriche per la vivida immaginazione di Field, che mette il suo passato di esteta del videoclip al servizio di un'opera dalle grandi ambizioni. Sembra quasi che Field intenda assemblare narrazioni differenti e coordinarne la polifonia proprio come Lydia Tár alternerebbe archi e ottoni: la mano sinistra per plasmare e dare forma alla creatività, la mano destra per dettare il tempo e trasformare suoni in sinfonie, oppure semplici immagini in cinema.

Al cuore dell'indagine di Field si trova il tema sempre più attuale dell'abuso di potere e dell'estrema difficoltà di separare sfera privata e professionale.

Quando quest'ultima conduce oltre ogni aspettativa ed espone a continue lusinghe, è possibile mantenere il controllo senza cedere alla tentazione di sostituirsi a Dio e gestire i destini degli esseri umani? Starà allo spettatore valutare se sia giustificato l'odio verso Lydia, cercando di discernere l'artista dalla donna.

Il Sabato dei Bambini

Sabato
18 febbraio 2023

 

Auditorium La Filanda

Ore 16.00

 

Euro 2,00
per bambini dai 3 ai 12 anni.

Euro 5,00
Accompagnatori

Ingresso gratuito per i bambini al di sotto dei 3 anni

 

Cenerentola

dalle fiabe di Charles Perrault e dei Fratelli Grimm

Adattamento e Regia di: Ester MONTALTO.

Con: Ester MONTALTO, Massimo ANGIONI, Sarah PAOLETTI.

 

Una ragazza tanto povera quanto bella, una matrigna crudele, due sorellastre invidiose e un principe azzurro innamorato; gli ingredienti c’erano già tutti per rendere Cenerentola la più conosciuta delle fiabe, raccontata in miriadi di versioni in tutto il mondo.

Cenerentola viene recepita come una storia delle angosce e speranze che costituiscono l’essenza delle rivalità fraterne: una storia che parla di un’eroina-paria che ha la meglio sulle sorellastre da cui ricevette angherie e umiliazioni. Ma nonostante il termine “rivalità fraterne”, questa triste passione ha soltanto incidentalmente a che vedere con i veri fratelli e le sorelle di un bambino.

Essa trae la sua origine dal sentimento del bambino nei confronti dei genitori, il timore di non poter conquistare l’amore e la stima dei suoi genitori in concorrenza coi fratelli è ciò che accende la rivalità. Le tre versioni formalizzate di una storia antichissima sono di Basile (La gatta Cenerentola), di Perrault e dei fratelli Grimm.

La differenza della stessa fiaba, nel seicentesco mondo delle corti e nel mondo preromantico, è piuttosto notevole.

La più accreditata, quella cui comunemente si fa riferimento, è la versione di Perrault, nella quale Cenerentola ha una scarpina di vetro (che nei Grimm non c’è).

Perché qui no e lì sì?

In Perrault tutto è fino in fondo fiabesco ovvero leggiadro e gentile, ovvero ingentilito.
Nei fratelli Grimm il tema del piede che entra o non entra nella scarpa è tutt’altro che soave: le sorellastre hanno due piedoni e sotto la spinta della implacabile matrigna arrivano ad affettarseli, una il pollice, l’altra il calcagno.

Insomma, nei fratelli Grimm la fiaba di Cenerentola, benché finisca come deve, cioè in modo trionfale, con un riscatto, è una fiaba sanguinaria.

La nostra Cenerentola sta a metà strada: cattiva e graziosa, sensuale e punitiva. Di sangue, non se ne parla, niente romanticismi, niente orrori. Cenerentola si situa tra i due mondi, quello francese e quello tedesco: le brutture saranno limitate all’ipocrisia di Matrigna e sorellastre.

L’unica a restare uguale a se stessa in Perrault, nei fratelli Grimm e nel nostro allestimento è Cenerentola, che ha attraversato i secoli sempre allo stesso modo, per riscattarsi di tutte le umiliazioni ricevute.


Stagione Teatrale La Filanda - 2022-2023

L'ingresso al singolo spettacolo sarà di:
Euro 12,00 Biglietto intero.
Euro 10,00
Biglietto Ridotto a valere per i ragazzi fino a 12 anni, per gli over 64 e - naturalmente - per i soci.

Note sugli spettacoli della Stagione Teatrale la Filanda.


Venerdì
3 marzo 2023

 

Auditorium La Filanda

Ore 21.15

Ti ricordi di me?

di Massimiliano BRUNO

Regia di: Gianluca FIORENTINI

Con: Micaela TURRISI e Pasquale SAVARESE


Venerdì
31 marzo 2023

 

Auditorium La Filanda

Ore 21.15

Il bello deve ancora venire

Testo e Regia di Enrico VAIME

Con: Massimo BAGLIANI e Isabella ROBOTTI


Il Sabato dei Bambini - 2022-2023

L'ingresso al singolo spettacolo sarà di:
Euro 2,00 per bambini e ragazzi dai 3 ai 12 anni
Euro 5,00
Accompagnatori
Ingresso gratuito per i bambini al di sotto dei 3 anni

Note sugli spettacoli del Sabato dei Bambini


Sabato
11 marzo 2023

 

Auditorium La Filanda

Ore 16.00

20K leghe sotto i mari

Liberamente ispirato a 20.000 leghe sotto i mari di Jules Verne

di Luca CIANCA e Patrizio BELLOLI
con Massimiliano ZANELLATI , Elisa BAIO, Giuseppe GUERRINI, Federico PINNA.

Regia: Luca CIANCA.