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La stagione teatrale

Auditorium La Filanda - Piazza Libertà - Cornaredo

 

Biglietto intero per ogni singolo spettacolo € 7,00
Biglietto ridotto per ogni singolo spettacolo € 5,00

 

Per prenotazioni

 


 

Venerdì

9 ottobre 2009

Auditorium La Filanda

Ore 21.00

 

 

Mi chiamo Roberta

ho 40 anni..., guadagno 250 Euro al mese

 

di Aldo Nove

 

progetto e regia: Renzo MARTINELLI, Aldo NOVE
con: Federica FRACASSI e Roberto RUSTIONI
fisarmonica: Guido BALDONI per Contrabbanda – Musica senza Frontiere
aiuto regia: Francesca GAROLLA
luci: Romain FOUGÈRE

 

Federica Fracassi

“Mi chiamo Roberta, ho quarant’anni, guadagno 250 euro al mese” è un testo d’inchiesta, edito nel 2006, il primo di quella che è diventata una lunga serie che indaga il “caso precariato”.

 

Aldo Nove nel suo libro mischia l’indagine giornalistica, realizzata attraverso interviste in giro per l’Italia, a introduzioni saggistiche e narrative che approfondiscono alcuni temi evocati e prende di petto con prepotenza un nodo centrale del presente.

 

L’autore usa la scrittura per mettere a nudo la realtà, affiancando ogni volta alle «cose viste» il suo racconto-commento sommesso e radicale sul sogno perduto di una generazione di adulti costretti a forza a rimanere bambini.

 

La regia sceglie come nodo centrale d’indagine il fatto che il precariato sia tutt’uno con le nostre esistenze e che si allarghi a macchia d’olio in territori considerati fino a poco fa zone franche, attraversando età e paesi e costringendo un’intera generazione all’impossibilità di progettare, di comprare una casa, di pensare a un figlio, a una famiglia.

 

L’universalità delle storie dunque è il centro di questa ricerca letteraria e musicale che ha come protagonisti gli attori, una banda, il pubblico.

 

Persone vere che attraverseranno questo evento. Uno spettacolo che raccoglie diversi ingredienti e li miscela, dando corpo al testo, potenziandone ancor di più l’attualità e l’urgenza e sottolineandone l’universalità attraverso la singolarità degli attori trasformata di volta in volta dal passaggio di molteplici voci e di molteplici storie.

 

 

Federica Fracassi

Attrice, si è formata a Milano alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi. Ha fondato e dirige insieme al regista Renzo Martinelli la compagnia Teatro Aperto, oggi Teatro i, che dal 2004 gestisce l’omonimo spazio a Milano.

 


 

Venerdì

20 novembre 2009

Auditorium La Filanda

Ore 21.00

 

Fair Play

Una maratona di risate

 

di e con: Michele CREMASCHI, Pier FRUGNOLI, Lorenzo BARONCHELLI, Manuel GREGNA
o con Gaetano Ruocco GUARDAGNO

Regia di gruppo
distribuito in collaborazione con Aldebaran

   

 

FairPlay è il goffo tentativo di cimentarsi per la prima volta in una sconosciuta specialità sportiva, è la sfida al campione in carica per la conquista del podio, è l’incidente che avviene nel bel mezzo della gara.

 

Quattro clown alle prese con svariate discipline sportive con esiti non sempre da campioni, tra gag che portano lo spettatore in situazioni spesso assurde...

 

Cosa succede se il tedoforo sbaglia strada se due emuli di Coppi e Bartali restano senz’ acqua nel bel mezzo della corsa, se il campione in carica dei pesi massimi di boxe forte ma non esattamente intelligente, se la nostra polisportiva amatoriale di rugby si trova di fronte i fortissimi e violentissimi All Blacks della Nuova Zelanda, se nel mezzo della gara di tiro alla fune qualcuno bara...

 

A volte fulminee e spiazzanti come i cento metri, altre volte vere e proprie maratone di risate, lo spettacolo corre veloce tra gag che portano lo spettatore in situazioni spesso assurde, dove non vale mai la regola di De Coubertain l’ importante è partecipare.

 

E ogni tanto smette di valere anche la regola di gravità proiettando uno sciatore dal trampolino del salto dritto tra le nuvole

 

 

Gli Slapsus

FairPlay è l’ultima fatica degli Slapsus, cast artistico affiatato e già messosi alla prova in passato in altri fortunati lavori. Lo spettacolo è l’evoluzione artistica di un linguaggio che i quattro hanno già sperimentato con successo in “Synphonia - musical clowning” (Erbamil/Ambaradan, 2000) di cui ha in comune il desiderio di una “comicità di situazione” non verbale, popolare ma allo stesso tempo “alta”, lontana dai canoni televisivi ma che comunque catturi lo spettatore dall’inizio alla fine dello spettacolo.

 

   

 


 

Venerdì

22 gennaio 2010

Auditorium La Filanda

Ore 21.00

 

 

Recensioni dello spettacolo

 

La maglia nera

gesta e ingegno di Luigi Malabrocca

 

scritto e interpretato da Matteo CACCIA
musiche originali di Gianni COSCIA
regia di Rosario TEDESCO

 

 

Scritto ed interpretato da Matteo Caccia, La Maglia Nera è un viaggio a tappe - 6, per la precisione - nel mondo del ciclismo d'altri tempi, quello degli eroi e delle imprese, quello dei corridori che andavano alle corse in treno, dormendo lungo i vagoni abbracciati alle loro biciclette, quello di Coppi e Bartali (ma anche quello dell'Italia post-bellica divisa tra PCI e DC, quello della Jugoslavia in cui i ciclisti italiani, oltre a correre in bicicletta, arrotondavano lo stipendio vendendo di contrabbando tutte quelle merci che il regime di Tito aveva vietato, dei ciclisti che per lavoro facevano i muratori o i garzoni di macelleria).

 

Un mondo che oggi potrebbe apparire surreale, che ci viene presentato attraverso gli occhi del grande Luigi Malabrocca, il "Cinese" di Garlasco (scomparso nel 2006), famoso non tanto per le sue doti di ottimo ciclista, ma per essere un abituée dell'ultimo posto nella classifica del Giro d'Italia, peculiarità che gli permise di costruire la sua popolarità e di prendersi soddisfazioni anche sul piano economico (l’ultimo classificato si aggiudicava un cospicuo premio in denaro).

 

In particolare, nel giro del 1949, la sua rivalità col muratore vicentino Sante Carollo (scomparso nel 2004) per la corsa all'ultimo posto appassionò l'Italia tanto quanto quella che c'era in testa alla corsa, tra Coppi e Bartali.

 

In un momento storico in cui gli italiani si sentivano “ultimi”, era facile per la gente ai bordi delle strade affezionarsi a quel reietto che arrivava in fondo, arrivava ultimo ma arrivava, e l’unico modo in cui potevano premiarlo era attraverso i doni che conoscevano: salami, damigiane di vino, d’olio, formaggi e animali.

 

Una figura che dopo aver dato prestigio al ruolo dell’ultimo, elevandolo per la prima volta al rango dei primi, si concesse il lusso di vincere 2 campionati italiani di ciclo campestre, il ciclismo di campagna, regalando agli italiani un insperato sapore di riscatto e una nuova sensazione di speranza.

 

Nel solco del teatro di narrazione, La Maglia Nera  è una storia “di sfondo” che racconta un pezzo d’Italia attraverso la vita sportiva e umana di un ciclista, un uomo, un italiano degli anni ’50, che con la semplice intenzione di fare la SUA storia è stato in grado di rappresentare LA storia.

 

Quella di un paese piegato ma pieno di volontà e coraggio. La storia del nostro paese.

 

 

 

Matteo CACCIA

Di recente è balzato agli onori delle cronache per il suo seguitissimo programma radiofonico Amnesia su Radio2 RAI, nel quale tiene un diario in cui ricostruisce i pezzi della sua vita, dopo essere stato colpito nel 2007 da amnesia retrograda globale, non ricordando più nulla di sè stesso.

 

Luigi MALABROCCA

(Tortona, 22 giugno 1920 – Garlasco, 1° ottobre  2006)

Ciclista italiano, non era un grande campione, ma divenne popolare perché indossò per due anni consecutivi la "maglia nera" del Giro d'Italia.

 

 

 


 

Venerdì

12 marzo 2010

Auditorium La Filanda

Ore 21.00

 

Don Chisciotte

di Bolek Polivka

Filarmonica Clown

 

Carlo ROSSI ovvero: Cesare Vincente nel ruolo di Don Chisciotte della Mancha
Piero LENARDON ovvero: Pino Picia nel ruolo di Sancho Panza
Valerio BONGIORNO ovvero: l'assistente sociale Franco Zenoni nel ruolo del regista
scene e costumi Jaroslav MILFAJT (MYDLOCH)
assistente Jirì PFEIFER (FRETTI)

 

 

Un fondale di cielo e stelle, una struttura che, rovesciata, diventerà anche il braccio di un mulino a vento, un dialogare veloce, Don Chisciotte sui trampoli, sempre irritato, Sancio Panza con un gonfio pagliaccetto che lo rende morbido, fumettistico, due grandi attori che riescono a tenere meravigliosamente la scena a più livelli, pronti anche ad improvvisare nella relazione con il pubblico.

 

Forte e delicata ad un tempo anche l'ironia sul teatro sociale, sulle tante esperienze che si fanno nei centri di recupero. Soluzioni“povere”, incomprensioni, dimenticanze, una drammaturgia di battute, espressioni, gesti, ammiccamenti di notevole qualità, con molte occasioni per ridere.

 

 

   
   
     

teatro@lafilandacornaredo.org