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Seconda edizione

 

Corso di analisi e interpretazione del film
4 incontri della durata di 2 ore ciascuno per un totale di 8 ore e 3 proiezioni
Docenti: Letizia Buoso e Alessandra Carati

 

 

Il corso è rivolto a chi si interessa di cinema.

 

Finalità del corso è sviluppare la capacità di riconoscere la complessità di un film: scoprire gli strumenti del linguaggio cinematografico per analizzare e interpretare i film.

 

Il corso parte dalla messa a fuoco di quanti e quali ingredienti concorrono alla creazione dell’universo filmico e dall’esperienza di chi fa cinema.

Poi entra negli aspetti specifici basilari: la forma della storia, l’abc della grammatica dell’immagine e del suono, la coerenza tra forma e contenuto. L’obiettivo è indagare la modalità con cui il regista e i suoi collaboratori usano gli strumenti a sua disposizione per comunicare senso e dar vita ad un’opera coerente.

 

La visione di film integrali si alterna agli incontri in aula con il gruppo, dove attraverso materiali didattici e la revisione di specifiche sequenze si procede nel riconoscimento degli elementi costituivi di un’opera e del suo senso.

 

È un corso aperto a tutti, da chi conosce il cinema a chi ne è solo incuriosito.

 

Il corso è completamente gratuito. A chi parteciperà alle lezioni in aula verrà rilasciato biglietto omaggio per la proiezione in sala.

 


 

PROGRAMMA

 

Venerdì 29 gennaio 2010 - ore 21.00 - Sala esposizione

L'esperienza di chi fa e chi guarda il cinema: le professionalità chiave (sceneggiatore, regista, montatore), cosa succede dietro le quinte,

le fasi di lavorazione di un film, il ruolo dello spettatore

 

 

Martedì 2 febbraio 2010 - ore 21.00 - Cinematografo La Filanda

Proiezione del film di Jim Jarmus: Dead Man

 

 

Venerdì 5 febbraio 2010 - ore 21.00 - Sala esposizione

L’immagine: inquadratura, composizione dell’immagine, posizioni della macchina da presa, illuminazione, profondità di campo;

campi e piani. Montaggio. A partire da Dead Man

 

 

Martedì 9 febbraio 2010 - ore 21.00 - Cinematografo La Filanda

Proiezione del film di Stanley Kubric: Shining

 

 

Venerdì 12 febbraio 2010 - ore 21.00 - Sala esposizione

Il suono: voci, musiche, rumori, silenzio. Sonoro come punto di vista

 

 

Martedì 16 febbraio 2010 - ore 21.00 - Cinematografo La Filanda

Proiezione del film di Roberto Rossellini: Germania anno zero

 

 

Venerdì 19 febbraio 2010 - ore 21.00 - Sala esposizione

Una rimessa in quadro sulla coerenza forma-contenuto e sul lavoro degli autori

 


 

Martedi

2 febbraio 2010

Ore 21.00

 

 

 

 

Alcuni interessanti dialoghi del film con riferimento a William Blake

 

 

 

William Blake

poeta e pittore visionario

 

 

 

Dead Man

 

Un film di Jim Jarmusch.

Con Johnny Depp, Lance Henriksen, Gary Farmer, Alfred Molina, Crispin Glover, Robert Mitchum, Iggy Pop.

 

 

 

 

 

Indiano: Ti chiami davvero William Blake?
Blake: Sì.
Indiano: Ogni notte e ogni mattina, nascono alcuni alla rovina, ogni mattina e ogni notte, nascono alcuni al soave diletto, nascono alcuni al soave diletto, nascono alcuni ad infinita notte.
Blake: Veramente, io non capisco.
Indiano: Ma capisco io, William Blake. Tu eri un poeta e un pittore. E adesso sei un assassino di uomini bianchi. Devi avere pace ora, William Blake. «Nascono alcuni al soave diletto, nascono alcuni ad infinita notte.»"

 

 

 

Nel West dell' Ottocento, il timido contabile William Blake (Deep) arriva in un paese di frontiera alla ricerca di un lavoro presso le officine Dickinson.

 

Cacciato in malo modo uccide per legittima difesa il figlio (Byrne) del principale (Mitchum), e fugge in mezzo ai boschi: dove inseguito da un cacciatore di taglie cannibale (Henriksen) inizia un viaggio verso la morte, assistito da un nativo americano che si chiama Nessuno (Farmer), ed è convinto di avere a che fare con l'omonimo poeta visionario inglese di cui è diventato ammiratore, avendo studiato, da piccolo, in Inghilterra.

 

Nel West più laido e sporco che si sia mai visto al cinema, Jarmush trasforma il road movie in una parabola allucinata e nichilista, dove lo spazio della frontiera diventa un limite interiore e tutto introiettato, specie di fuga dal mondo fatta di visioni e allucinazioni (c'è chi ha parlato di "western lisergico"), in fondo alla quale c'è la morte invece del paradiso delle droghe artificiali.

 

William Blake ferito, febbricitante e sempre più vittima degli eventi - per quanto causa prima di una catena inarrestabile di violenze - diventa uno specchio dello spettatore, condotto in un viaggio imprevedile e angosciante, anche se illuminato da squarci di poesia bizzara e da umorismo macabro in dosi massicce.

 

Jarmusch realizza un film che scava dentro ognuno di noi obbligandoci a confrontarci con i limiti della nostra finitezza. Luminosa fotografia in bianco e nero di Robert Muller e musica ipnotica di Neil Young che è in pratica una lunga improvvisazione.

 

Iggy Pop è il cowboy vestito da donna. Il cantante dei Butthole Surfers, Gibby Haines, è l'uomo con la prostituta.

 

 

Recensione presa dal "DIZIONARIO DEI FILM 2004" di Paolo MEREGHETTI

 

 

 

 

Every Night and every Morn
Some to Misery are born
Every Morn and every Night
Some are born to Sweet Delight,
Some are born to Endless Night.


William Blake - "Auguries Of Innocence"

   

 


 

Martedi

9 febbraio 2010

Ore 21.00

 

 

 

 

Shining sul Activitaly

 

 

 

Shining

 

Un film di: Stanley Kubrick.

Con: Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Barry Nelson, Scatman Crothers.

 

 

 

 

 

Jack: Mister Grady, noi due ci siamo mai visti prima?
Grady: No Sir, credo proprio di no.
Jack: Ehm, mister Grady... ma lei non era il custode di questo albergo?
Grady: Ma no Sir, non mi pare proprio.
Jack: Lei è sposato non è vero, mister Grady?
Grady: Certo Sir, ho moglie e due figlie Sir.
Jack: E... dove sono ora?
Grady: Oh, da qualche parte, al momento dove non saprei, Sir.
Jack: Mister Grady? Lei faceva il custode qui... io l' ho riconosciuta, ho visto su dei giornali la sua fotografia, lei ha... fatto a pezzi moglie e figlie... piccolissimi pezzi, e poi si è sparato al cervello.
Grady: È strano Sir... molto, è una cosa che non ricordo affatto.
Jack: Mister Grady... io so che é il custode dell' albergo...
Grady: Mi dispiace di doverla contraddire, ma é lei il custode dell' albergo, è sempre stato lei il custode, io lo so perché io sono qui da sempre…

 

 

 

Lo scrittore Jack Torrance (Nicholson) accetta, assieme alla moglie (Duvall) e al figlioletto (Lloyd), di fare il guardiano di un hotel deserto, l' Overlook, dove anni prima un suo predecessore era impazzito e sterminato la famiglia.

 

Il fatto rischia di ripetersi, visto che il posto è frequentato da apparizioni inquietanti e le leggi spazio-temporali sembrano sovvertite, ma per fortuna il ragazzo è dotato di poteri extrasensoriali (lo "shining", tradotto con "luccicanza") che lo aiutano contro un padre-orco che lo vuole uccidere.

 

Un thriller di grande effetto spettacolare, ma anche una nuova lucida riflessione sulle radici del Male nascoste dentro l'essere umano.

 

Tratto da un discreto romanzo di Stephen King (che non si dichiarò sodisfatto di come Kubrich l'aveva stravolto), il film rivisita i canoni del genere horror con una essenzialità narrativa straordinaria, ma li riempie di suggestioni e ambiguità disturbanti, che l'uso della steadcam con le sue interminabili carrellate fluttuanti accentua e ingigantisce.

 

La gelosia del padre Saturno verso il figlio Pollicino, l'impotenza dell'intellettuale nei confronti della vita infantile, lo scontro dell'irrazionalità degli adulti e la "nuova razionalità" del bambino, la superiorità dell'occhio sulla lingua e della visione sulla scrittura, il gioco del doppio e delle simmetrie.

 

 

Recensione presa dal "DIZIONARIO DEI FILM 2004" di Paolo MEREGHETTI

   

 


 

Martedi

16 febbraio 2010

Ore 21.00

 

 

 

 

 

Germania anno zero

 

Un film di Roberto Rossellini.

Con Franz Kruger, Edmund Moeschke, Barbara Hintze

 

 

 

 

 

Professore: Ma... di', non eri nella mia classe tu?
Edmund: Sì, signor Enning.
Professore: Vedi che ho buona memoria... e ricordami un po', qual è il tuo nome?
Edmund: Mi chiamo Edmund, Edmund Koeler.
Professore: Edmund Koeler, già... primo banco a sinistra. Ma come sei cresciuto! Sei diventato un bel ragazzo. E come sta il tuo papà?
Edmund: Oh, mio padre è malato... è molto grave, sa?
Professore: Ma di', non avevi anche un fratello nella Wermacht?
Edmund: Chi, Karl-Heinz...? Ha fatto il soldato ed ora è a casa.
Professore: Capisco, allora sarà senza impiego anche lui, come me.
Edmund: Ma perché, lei non fa più il maestro adesso?
Professore: No. Le autorità ed io non abbiamo più le stesse idee in fatto di educazione dei giovani.

 

 

 

All'indomani della seconda guerra mondiaale, in una Berlino semidistrutta dai bombardamenti, il tredicenne Edmund Koeler (Moeschke) vive di espedienti, cercando di mantenere il padre invalido mentre il fratello è ricercato come ex nazista e la sorella si prostituisce. Sobillato da un professore nazista, avvelenerà il padre per poi buttarsi da una casa diroccata.

 

Conclusione disperata (Rossellini aveva da poco perso il figlio) dell'ideale trilogia che comprende Roma città aperta e Paisà. Scarno e straziante, forse il film che meglio esprime la poetica realista del regista, anche sceneggiatore accanto a Carlo Lizzani.

 

Muovendo la macchina da presa tra le macerie, Rossellini fonde "investigazione sociale e investigazione morale" cogliendo senza retorica lo spirito di una città doce, dice la voce fuori campo all'inizio, le persone "vivono nella tragedia come nel loro elemento naturale".

 

Pregnante la scelta di fare di Edmund, fisicamente, un prototipo del giovane ariano.

 

Premiato al Festival di Locarno (miglior film e sceneggiatura) ebbe vita breve a magri incassi nelle sale italiane.

 

 

Recensione presa dal "DIZIONARIO DEI FILM 2004" di Paolo MEREGHETTI