Veduta del complesso della Filanda alla fine dell'800 Foglia di Gelso Ingresso Auditorium "La Filanda"

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Prima Visione

Cinematografo

La Filanda

 

Venerdì

5 marzo 2010

Ore 21.0

 

Sabato

6 marzo 2010

Ore 21.00

 

Domenica

7 marzo 2010

Ore 16.00 - 21.00

 

 

Biglietto Intero Euro 5,00

Ridotto Euro 4,00

 

Nel pomeriggio di Domenica 7 marzo Piazza Libertà sarà chiusa al traffico per una manifestazione di ciclismo femminile di carattere nazionale.

 

A coloro che intendessero recarsi al cinematografo

La Filanda in macchina consigliamo di usuvruire dei posteggi adienci Piazza Libertà (Via Brera, Via Ghisolfa, Via Imbriani)

 

Invictus

 

Un film di Clint Eastwood.

Con Morgan Freeman, Matt Damon, Tony Kgoroge, Patrick Mofokeng, Matt Stern.

 

 

Nelson Mandela è il presidente eletto del Sud Africa. Il suo intento primario è quello di avviare un processo di riconciliazione nazionale.

 

Per far ciò si deve scontrare con forti resistenze sia dalla parte dei bianchi che da quella dei neri. Ma Madiba, come lo chiamano rispettosamente i suoi più stretti collaboratori, non intende demordere.

 

C'è uno sport molto diffuso nel Paese: il rugby e c'è una squadra, gli Springboks, che catalizza l'attenzione di tutti, sia che si interessino di sport sia che non se ne occupino. Perché gli Springboks, squadra formata da tutti bianchi con un solo giocatore nero, sono uno dei simboli dell'apartheid. Mandela decide di puntare proprio su di loro in vista dei Mondiali di rugby che si stanno per giocare in Sudafrica nel 1995. Il suo punto di riferimento per riuscire nell'operazione di riunire la Nazione intorno alla squadra è il suo capitano François Pienaar.

 

Negli Stati Uniti all'uscita del film c'è chi ha affermato che il nome del protagonista si scriveva Mandela ma si pronunciava Obama. Chi la pensa così evidentemente non conosce nulla di Clint Eastwood. Clint è un repubblicano nel DNA, ha fatto campagna per McCain e attende gli esiti dell'Amministrazione democratica con una fiducia guardinga. Eastwood però è un conservatore illuminato e con il suo cinema ormai da tempo persegue una ricerca nel profondo degli elementi che possono, senza che nessuno perda la propria identità di base, provare a conciliare gli opposti. Lo ha fatto (solo per stare nel breve periodo) con Million Dollar Baby, con Flags of Our Fathers e Lettere da Iwo Jima e, in modo ancor più esplicito e rivolto al grande pubblico, con Gran Torino.

 

In Invictus trova in Mandela (e in un totalmente mimetico Morgan Freeman) una sorta di supporto storico alla sua ricerca. Ciò che racconta non è frutto della fantasia di uno sceneggiatore ma trae origine dai fatti narrati nel libro di John Carlin "Playing the Enemy: Nelson Mandela and the Game That Made a Nation". Eastwood ne trae un film assolutamente classico sia per quanto riguarda lo stile visivo sia per quanto attiene ai due generi consolidati (biografia e cinema e sport) a cui fa riferimento. Si sente in lui e in Freeman la profonda ammirazione per Mandela con la consapevolezza (lo si dice anche a un certo punto facendo riferimento a una gaffe di una sua guardia del corpo a proposito della famiglia) del rischio dell'agiografia.

 

Che viene sfiorato ma poi in definitiva evitato nel momento in cui si mostra come il desiderio di superare il devastante clima dell'apartheid parta dal cuore ma sia filtrato da uno sguardo razionalmente strategico. Mandela non è spinto dal sentimentalismo. I versi di "Invictus" imparati in prigione hanno rafforzato la tempra di un uomo che sa come raggiungere l'obiettivo rischiando in proprio ma sostenendo il rischio con una strategia ben definita. Lui che non sa granché di rugby non solo si tiene a fianco una sorta di trainer ma impara a memoria volti e nomi dei giocatori.

 

Ha la fortuna di trovare in Pienaar un uomo che non dimentica di essere diventato un segno di divisione ma che non teme di mutare atteggiamento. La rudezza sul campo non è disgiunta dall'intuito e il modo in cui Eastwood ci mostra una partita di cui gli annali hanno già fissato l'esito sottolinea questa empatia. Due uomini, due squadre (gli Springboks e il ristretto staff presidenziale) e due ‘popoli' che compiono un primo, importante passo per iniziare a divenire una Nazione nel pieno e moderno senso del termine. Chi ha la parola ‘buonismo' sempre a portata di tastiera la sprecherà anche questa volta ricordando magari come in Sudafrica i problemi non siano tuttora completamente risolti. Dimenticando, al contempo, che ci sono film buonisti e buoni film. Invictus appartiene ai secondi.

 

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Martedì d'essai

 

Martedi

9 marzo 2010

 

Ore 21.00

 

 

Biglietto per il singolo spettacolo € 4,00

 

 

Scheda presentazione ciclo

 

Segreti di famiglia

 

 

Un film di Francis Ford Coppola.

Con Vincent Gallo, Alden Ehrenreich, Maribel Verdú, Klaus Maria Brandauer, Carmen Maura.

 

 

Benjamin, che sta per compiere 18 anni, va a cercare a Buenos Aires il fratello Angelo (che tutti conoscono come Tetro dall'abbreviazione del cognome).

 

Tetro ha rotto da tempo i ponti con la famiglia e in particolare con il padre Carlo (musicista di fama mondiale) e ora vive con Miranda facendo il tecnico delle luci in un teatrino locale e scrivendo testi che non piacciono ad Alone, la più importante e potente critica letteraria del Paese.

 

L'incontro tra i due è conflittuale: Tetro non vuole davvero più avere rapporti con i familiari anche se in passato, nel momento in cui era fuggito dalla casa paterna, aveva lasciato una lettera a Benjamin in cui prometteva di tornare per portarlo via con sé e proteggerlo.

 

Francis Ford Coppola realizza il terzo lunngometraggio completamente suo (nel senso che ne ha scritto anche soggetto e sceneggiatura) dopo The Rain People e La conversazione. Si percepisce sin dalla prima inquadratura in uno splendido bianco e nero (il dettaglio del volto di Tetro che osserva una falena che sbatte ripetutamente contro una lampadina) che in questo film c'è la voglia da parte del regista di guardare dentro se stesso e la propria vita. È quello che fa quasi con spudoratezza offrendoci anche una sintesi del suo modo di concepire il cinema.

 

Sul piano personale questa vicenda, in cui i legami familiari finiscono con il rivelarsi più forti di qualsiasi tentativo di alienarli, non manca di riferimenti diretti alla vita del regista. Padre e zio musicisti come nel film, famiglia sempre al seguito ovunque e, sicuramente, la sua stessa figura di padre/padrone dominante. Non è forse un caso se la figlia Sofia ha esordito come regista con Il giardino delle vergini suicide in cui i rapporti tra genitori e figlie non erano certo tra i migliori. In proposito Coppola ha dichiarato che nulla di ciò che si vede in Tetro è successo ma che però è tutto vero.

 

Ma ciò che ancor più conta è il modo in cui Coppola dichiara il suo amore per un cinema che ha alle proprie radici il melodramma classico. Ce lo aveva già mostrato ne Il Padrino. Parte terza e ce lo ricorda ora con una vicenda in cui il colpo di scena è sempre in agguato e la musica classica gioca un ruolo non indifferente. Ma ci sono anche i ragazzi di Rumbe Fish in Tetro con la loro adolescenza tormentata (non a caso Il regista aveva pensato a Matt Dillon come protagonista anche se poi la scelta di Vincent Gallo qui si rivela vincente).

 

C'è un padre che vampirizza il figlio come neanche Dracula avrebbe saputo fare. C'è la lettura in filigrana della scrittura come terapia (e cosa ha fatto in questo caso Coppola se non anche scrivere il film?). E c'è una situazione quasi speculare a quella vissuta dal protagonista di La conversazione. Così come in quel caso l'intercettatore diveniva preda del suo stesso spiare così qui Benjamin, decodificando i manoscritti di Tetro, ne porta alla luce il rimosso ma, al contempo, rischia di finire egli stesso preda di una realtà troppo pesante per poter essere sostenuta.

 

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Stagione

Teatrale

La Filanda

 

 

Venerdì

12 marzo 2010

 

Ore21.00

 

 

Prenotazione biglietti

 

Don Chisciotte

di Bolek Polivka

Filarmonica Clown

 

Carlo ROSSI ovvero: Cesare Vincente nel ruolo di Don Chisciotte della Mancha
Piero LENARDON ovvero: Pino Picia nel ruolo di Sancho Panza
Valerio BONGIORNO ovvero: l'assistente sociale Franco Zenoni nel ruolo del regista
scene e costumi Jaroslav MILFAJT (MYDLOCH)
assistente Jirì PFEIFER (FRETTI)

 

Un fondale di cielo e stelle, una struttura che, rovesciata, diventerà anche il braccio di un mulino a vento, un dialogare veloce, Don Chisciotte sui trampoli, sempre irritato, Sancio Panza con un gonfio pagliaccetto che lo rende morbido, fumettistico, due grandi attori che riescono a tenere meravigliosamente la scena a più livelli, pronti anche ad improvvisare nella relazione con il pubblico.

 

Forte e delicata ad un tempo anche l'ironia sul teatro sociale, sulle tante esperienze che si fanno nei centri di recupero. Soluzioni“povere”, incomprensioni, dimenticanze, una drammaturgia di battute, espressioni, gesti, ammiccamenti di notevole qualità, con molte occasioni per ridere.

 

   
     

 


 

Prima Visione

Cinematografo

La Filanda

 

Sabato

13 marzo 2010

Ore 21.00

 

Domenica

14 marzo 2010

Ore 16.00 - 21.00

 

Lunedì

15 marzo 2010

Ore 21.0

 

 

Appuntamento con l'amore

 

 

Un film di Garry Marshall.

Con Jessica Alba, Kathy Bates, Jessica Biel, Bradley Cooper, Eric Dane.

 

 

Era dai tempi di Mars Attack! che il cinema non vedeva un ensemble così numeroso recitare – tutti insieme appassionatamente – in un film. Ambientata, neanche a dirlo, nel giorno di San Valentino, Valentine’s Day è una commedia corale sui sentimenti che per come è strutturata fa venire in mente l’impianto di Scherzi del cuore e Love Actually – L’amore davvero.

 

La trama, scritta dagli sceneggiatori di La verità è che non gli piaci abbastanza, Abby Kohn e Marc Silverstein, e da Katherine Fugate, ruota intorno a un nucleo di persone che vivono a Los Angeles. Kate (Julia Roberts) è un’ufficiale dell’esercito di ritorno a casa dall’Iraq.

 

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Appuntamenti

con le arti

 

 

Sabato

13 marzo 2010

 

 

ritrovo alle ore 14,20

Basilica di San Lorenzo

Corso di Porta Ticinese 37

 

Iscrizioni entro

12 marzo 2010

 

Dettaglio programma

e iscrizioni

 

LA MILANO ROMANA

 

 

La Basilica di San Lorenzo,

la Cappella di Sant’Aquilino e i suoi mosaici paleocristiani,

Sant’Aquilino e i suoi mosaici paleocristiani,

la Cripta di San Giovanni in Conca.

 

 

 

Il nostro secondo itinerario ”romano” prende le mosse da un altro punto caro ai milanesi, decisamente più noto del Museo Archeologico, ma ricco di aspetti poco conosciuti.

 

La nostra visita muoverà i passi dalle colonne romane poste di fronte alla basilica di San Lorenzo, per accedere e visitare poi la Basilica stessa.

 


 

Stagione

Musicale

La Filanda

 

 

Giovedì

25 marzo 2010

 

Ore 21.00

Ingresso Euro 4,00

 

Indaco in concerto

Quartetto d'archi

 

 

Haydn: Quartetto n. 2 op. 76, "Le quinte"
Sostakovich: Quartetto n. 7, op. 108
Grieg: Quartetto op. 27

 

 

Si è formato nel 2007. E’costituito da quattro giovani di diverse nazionalità, rispettivamente:


Eleonora Matsuno - Violino

Jamiang Santi - Violino

Andrei Harabagiu - viola

Naomi Berrill - violoncello

 

Si sono uniti alla scopo di fare musica ricercando la massima espressività attraverso la formazione del quartetto.


La miscela di culture e nazionalità diverse che formano il quartetto (italiano, giapponese, moldavo e irlandese) garantisce un potenziale esplosivo alla loro musica. Attualmente il quartetto si sta perfezionando presso la Scuola di Musica di Fiesole con i Maestri Piero Farulli (Quartetto Italiano) e Andrea Nannoni (Trio di Fiesole, Nuovo Quartetto); si è inoltre perfezionato con alcuni membri dei più importanti quartetti a livello internazionale:


Parallelamente il Quartetto ha all’attivo numerosi concerti in diverse nazioni tra cui Italia (Milano, Firenze, Aosta), Irlanda (Galway), Lettonia (Riga e Iurmala), Germania, Svezia, Svizzera. E’ invitato a partecipare ad importanti Festival come il Festival Aosta Classica, Festival di Spoleto, Festival Tra Lago e Monti, Festival della creatività di Prato e di Firenze, Festival di musica del teatro Filodrammatici di Milano.


Si è esibito nell’Accademia di Musica di Riga ottenendo un ottimo successo di critica e di pubblico. Nel Marzo 2008 la Scuola di Fiesole ha assegnato al Quartetto Indaco la Borsa di Studio della durata di tre anni, in ricordo di Laura Dubini, che è stata offerta da parte del Corriere della Sera. Il Quartetto ha vinto nei concorsi “Premio Enrica Cremonesi”, concorso “Anemos” di Roma, nell’autunno 2009 il premio “CamilloTogni”, e si classifica secondo all’importate concorso di musica da camera “Val Tidone”.

 

Ha collaborato col violoncellista scozzese Robert Irving suonando il famoso quintetto per 2 violini viola e 2 violoncelli di Franz Schubert presso la Galleria degli Uffizi a Firenze. Per la stagione primaverile 2010 il Quartetto è stato invitato a esibirsi in una tournee in Irlanda e in diversi concerti al “Podium festival” in Esslingen (Germania).

   

 


 

Il Sabado dei bambini

 

 

Sabato

27 marzo 2010

 

Ore 16.00

 

 

Bambini da 3 a 12 anni

Euro 3,00

 

Adulti accompagnatori

Euro 5,00

 

Bambini minori di 3 anni

ingresso gratuito

 

Come ti chiami?

Storia di una bambina senza nome

 

 

Drammaturgia di Giulia DONELLI
Regia di Laura CASATI
con Cristina CASTIGLIOLA e Simone MUSTO
musiche di Simone MUSTO

 

C’era una volta in mezzo al mare una bambina molto piccola, tanto piccina da vivere da sola su un pezzo di ghiaccio.

 

Questo piccolo iceberg si era staccato all’improvviso dalla terra ferma mentre mamma e papà cercavano il nome perfetto per la propria figlia che ormai da neonata si era fatta abbastanza grande da saper parlare e camminare da sola.

 

Più il tempo passava più il ghiaccio si scioglieva.

 

L’iceberg divenne così piccolo che la bambina cadde in mare e finì nella rete di un pescatore. Il capitano del peschereccio le chiese il suo nome ma lei non capiva: non parlava quella lingua. La portarono allora dal capo della polizia ma ne lui ne altri riuscirono a farla rispondere ad una domanda che a tutti sembrava molto facile: “come ti chiami?” La portarono allora dal re.

 

Il sovrano ordinò che fosse trattata come tutte le altre bambine ma questo era un compito molto difficile perché in quel paese tutti avevano un nome e lei no. Tutti le volevano molto bene ma lei era triste.

 

Eppure il problema non era così complicato da risolvere, bastava solo chiamarla per nome…

 

Già… ma qual era il nome giusto per lei?

   

 


 

 

 

Università delle tre età

Anno accademico 2009-2010

 

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